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19settembre
2009:
in difesa della libertà di espressione
“Portare in piazza i problemi dell'informazione.” La Federazione
Nazionale Stampa Italiana, l'Ordine dei giornalisti, l'Associazione Articolo21
e alcuni partiti dell'opposizione hanno proclamato,nel giorno 19 settembre, a
Roma, una “manifestazione civica” per difendere il potere di un giornalismo
libero e senza condizionamenti.
“ L'informazione non si farà mettere il guinzaglio”-si legge
in un comunicato della Fnsi, che invita “il mondo dell'informazione, assieme
al mondo del lavoro e alla società civile a scongiurare questo pericolo”.
L'idea di scendere in piazza per ribadire la libertà del giornalismo
si è concretizzata dopo gli avvenimenti dei giorni scorsi volti, secondo
la Fnsi, a depotenziare “la funzione costituzionalmente garantita” di
informare ed essere informati. Vicende che mettono in discussione l'autonomia
della stampa italiana e che si affiancano ai precedenti procedimenti legislativi
che mirano a limitare la libertà e il lavoro dei giornalisti.
La mobilitazione nazionale
del mondo dell'informazione avviene all'indomani della decisione
del Presidente del Consiglio di querelare il quotidiano Repubblica
e il Gruppo Editoriale L'Espresso per aver pubblicato 10 domande
inerenti ai recenti scandali che lo hanno coinvolto. Il secondo
attacco alla stampa Berlusconi lo ha effettuato citando per danni
l'Unità, per un totale di due milioni di euro.
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Vittime delle querele la direttrice
Concita De Gregorio e quattro giornaliste che avevano scritto
articoli riguardanti lo scandalo sessuale che ha coinvolto il
premier. Polemiche sono sorte anche dopo la decisione della Rai
di non pubblicizzare sulle reti nazionali il documentario Videocrazy,
che ricostruisce la crescita dei canali Mediaset e del sistema
televisivo italiano. Secondo la Rai il film è “un
inequivocabile messaggio politico e di critica al governo”.
Occhi puntati anche sulla vicenda che ha portato alle dimissioni del direttore
di Avvenire Dino Boffo, accusato da Il Giornale del neo direttore Vittorio Feltri
di essere un “noto omosessuale” e per giunta molesto. Le querele
e i tentativi di controllare l'informazione, i forti attacchi scagliate dalle
pagine dei quotidiani vicini al Governo volti a “sputtanare”,-secondo
il direttore de Il Riformista Antonio Polito-, “quelli che hanno criticato
il Cavaliere”, sembrano, per i fautori della libera informazione, misure
per ridurre la stampa al silenzio.
La manifestazione del 19 settembre è soprattutto in difesa dell'articolo
21 della Costituzione, che sancisce il diritto dei cittadini di esprimere la
propria opinione mediante scritto, parola o altro mezzo di diffusione. Senza
censure e senza bavagli.
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